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NELLE BRACCIA DELL’UNO

 

 

Riuscire ad andare oltre l’egoità …

consente d’approdare ad un’altra realtà …

questo è ciò che accade a quelli come ME

che avendo riscoperto il loro Sé,

scelgono di lasciarsi alle spalle ogni supposta verità …

 

Qualcosa che la mente, abituata all’immanente,

non può neanche lontanamente immaginare …

ma che, istantaneamente, rivela un altro significato

della parola Amare …

 

Cosa fare poi di tale vastissima conoscenza?

Questo è ciò che ora si chiede la “nuova” coscienza,

la quale, con infinita pazienza,

dopo aver sperimentato personalmente l’abreazione …

cercherà di spiegare agli altri cosa si prova

nel fare quel meraviglioso viaggio nell’altra dimensione …

 

Cosa che può provare chiunque abbia il coraggio

d’affrontare la sua più grande paura,

passaggio  fondamentale

per andare al di là del bene e del male

ove si ri-scopre l’umana, vera, natura …

 

Da quel momento inizia una nuova avventura:

liberarsi della superficialità della propria identità,

cioè del sapere ereditato dalla società,

così da potersi dirigere sempre più in profondità …

verso la propria interiorità …

 

Ove, avendo incontrato la propria unicità,

ed essendo tornato nelle braccia dell’UNO

nessuno avrà più bisogno d’essere qualcuno!

 

SAPIENTE

Uscito dal regno del molteplice ed entrato in quello dell’UNO, della verità suprema, là dove non hanno più luogo gli opposti; liberatosi dall’orgoglio e dall’illusione, sconfitto il senso di colpa causato dall’attaccamento, riconosciuti i desideri e gli opposti, il sapiente (saggio/illuminato/asceso/risvegliato/resuscitato) è tornato alla Sua vera Natura, ove più nulla gli fa paura, e dove Tutto si può capire. Così egli può serenamente continuare a fare ciò che più gli piace fare, consapevole che il talento che gli è stato donato gli occorre per servire …

… <<È così che il sapiente si eleva ad una condizione etica superiore (ascende ad una maggiore consapevolezza n.d.r.). In questo essere assolutamente distaccato, al di là degli opposti, al di là del bene e del male, consiste la conoscenza stabile dello spirito, e l’uomo che la possiede “è libero dal turbamento, pur in mezzo ai dolori, e va esente da desideri violenti, pur in mezzo ai piaceri”…

NON SAPIENTE

… Al contrario, il non-sapiente (l’addormentato n.d.r.), non sa che dall’attaccamento nasce il desiderio, dal desiderio nasce l’ira, dall’ira nasce il turbamento mentale, dal turbamento mentale nasce la confusione nella memoria, dalla perdita della memoria (di Sé, in quanto “Essere divino” n.d.r.) nasce la fine della consapevolezza e con la cessazione della consapevolezza “l’uomo va in rovina” (*).

(Fonte: Marco Vannini, “Oltre il cristianesimo”. © 2013 Bompiani, pag. 157-158, stralcio)

 

(*) Per “rovina”, chiara-mente …

s’intende l’opportunità

di continuare a fare, eternamente …

– per propria libera scelta –

ripetute esperienze di vita nella dualità …

al solo fine di ritrovare, semplicemente,

l’equilibrio perduto/caduto … nell’illusoria realtà …

 

NON SAGGIO

… <<Il non-saggio, non avendo ancora superata la sua paura … sta legato alla scrittura … che nutre la sua superstizione ed alimenta quel desiderio che lo costituisce intimamente, smania di potere e di felicità. La scrittura, proprio in quanto tale, ovvero in quanto si presenta come rivelazione divina, sostiene intrinsecamente l’alterità di Dio, la lontananza dell’uomo dall’Essere, e perciò non può muoversi altro che in una logica del desiderio, del merito e della ricompensa. La rinascita – o la vita eterna – esprime nel modo più forte tale desiderio, proprio nella sua accezione etimologica di “de-siderio”, ovvero lontananza dalle stelle (dal latino “sidera”), dal cielo, simbolo della verità eterna. Il vero nemico dell’uomo è, perciò, l’inconsapevole desiderio, e l’ira che da esso procede quando si trova contrastato.>> …

(Fonte: Marco Vannini, “Oltre il cristianesimo”. © 2013 Bompiani, pag. 152 e 160)

… <<Realizzare il Sé

significa raggiungere lo stato di coscienza,

nella diretta esperienza,

che noi e Dio siamo una cosa sola,

che non esiste nessuna reale separazione

e che l’anima individuale

è unita con il Sé supremo o anima cosmica.>> …

(Paramahansa Yogananda)

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