GAUTAMA

 

Anche Lui, prima di Gesù,

ha ri-trovato la Via per la salvezza

che consiste, probabilmente …

nell’elevare ciascuno la propria consapevolezza

fino a raggiungere quella meravigliosa altezza

ove Tutto si vede con assoluta nitidezza …

 

In quel luogo … la paura non è reale

poiché essa, notoriamente,

come pure tutto il resto, è solo nella mente,

e l’avventura, estremamente affascinante,

induce chiunque ad andare tranquillamente

al di là del bene e del male

 

il desiderio assume le reali sembianze

di una semplice illusione

insieme all’affetto che per manifestarsi

non ha più bisogno d’altre persone …

 

Quando, finalmente, la profonda beatitudine

diviene oggetto di personale sperimentazione,

ne consegue un’ incredibile trasformazione …

UNO stato di grazia

da tanti anche conosciuto col nome di illuminazione …

per via di quella Luce/Amore/Verità

che improvvisamente accade

e che consente d’andare oltre la propria realtà

dove è logico pensare …

che nell’Universo non vi sia alcuna separazione …

 

ALESSANDRO

… <<Prima di partire, Alessandro si era documentato nella biblioteca della sua scuola, riguardo al luogo di destinazione, sui costumi e la religione. Poi a Nadia, sul buddhismo, aveva tenuto una breve lezione … “Nella zona che attualmente corrisponde al Sud del Nepal, nel 563 a.C. nacque un principe chiamato Siddharta Gautama. Alla sua nascita, un individuo pronosticò che il bambino avrebbe regnato su tutta la Terra se fosse stato preservato dal degrado e dalla morte. Diversamente, sarebbe diventato una grande guida spirituale. Il padre, che preferiva la prima possibilità, fece circondare il palazzo da alte mura affinché Siddharta potesse avere una vita splendida, dedicata al piacere e alla bellezza, senza doversi confrontare con la sofferenza. Perfino le foglie degli alberi che cadevano venivano immediatamente spazzate via perché non le vedesse marcire. Il ragazzo si sposò ed ebbe un figlio senza mai essere uscito da quel paradiso. Aveva ventinove anni quando si sporse fuori dal giardino e vide per la prima volta malattia, povertà, dolore e crudeltà. Si tagliò i capelli, si spogliò dei gioielli e dei vestiti di ricca seta e se ne andò in cerca della Verità. Per sei anni studiò con gli yogin in India e sottopose il corpo all’ascetismo più rigoroso, conducendo una vita di privazioni, dormendo sulle spine e mangiando solamente qualche chicco di riso”. “Brutta idea …” commentò Nadia. “Fu quel che concluse anche Siddharta. Dopo essere passato dal piacere assoluto nel suo palazzo, ai sacrifici più severi, capì che la Via di mezzo era la più adeguata” disse Alessandro. “Perché lo chiamano l’illuminato?” volle sapere l’amica. “Perché all’età di trentacinque anni si sedette sotto un albero e rimase senza muoversi per sei giorni e sei notti a meditare. Una notte di Luna, come quella che si festeggia stasera, la sua mente ed il suo spirito si aprirono e riuscì a comprendere tutti i princìpi e i processi della vita. Vale a dire che si tramutò in Buddha”. “In sanscrito Buddha significa ‘risvegliato, precisò Kate che ascoltava attentamente le spiegazioni del nipote. “Buddha non è un nome, ma un titolo che si acquisisce facendo ciascuno le proprie esperienze”, aggiunse. “Alla base del buddhismo c’è la fratellanza nei confronti di tutto ciò che esiste. Ognuno deve raggiungere la Verità (o illuminazione) dentro se stesso, non è affatto necessario imitare il modo di vivere di chi prima di lui ha conseguito quella consapevolezza. Solo grazie alla propria unicità, ogni Anima potrà acquisire l’eterna giovinezza.

 (Fonte: Isabel Allende, “Il regno del drago d’oro”. © Feltrinelli. 5^ Ed. nell’Universale Economica, pag. 99-101)

… Con piccole ma sostanziali modifiche a cura dell’autore del blog …

 

Appare chiaro che la Vita di Siddharta

è paragonabile a quella di qualunque giovane

che tutti i genitori vorrebbero tenere sempre con loro,

amato, protetto ed accudito, lontano da ogni pericolo …

e che la fuga (l’uscita di casa) è quella che ciascuno pone in essere

per affrontare l’esistenza reale, con le sue gioie e le sue difficoltà …

al solo fine di scoprire, personalmente, la propria Verità …

😀

UN UOMO

… <<All’apparire della stella del mattino, egli era un “Risvegliato (Buddha), libero dall’attaccamento e dall’identificazione con il corpo-mente, in intimità con il senso profondo della realtà, con la natura luminosa (pabhassara) della mente. Si rese conto che l’universo intero non è altro che la sua stessa natura vacua, libera, spaziosa, pregna di potenzialità energetica e di luce. Chiamò allora a testimonianza della sua buddhità lo spirito della Terra, affermando la propria liberazione da ogni legame egoico con le seguenti parole:

“Per il samsãra

(per molteplici nascite)

ho corso invano,

cercando il costruttore della casa.

Dolorosa è la nascita senza fine.

Costruttore della casa, sei stato riconosciuto!

Non erigerai più la casa!

Tutte le travi sono state disfatte,

la traversa del tetto è stata distrutta.

La mente si è liberata dai coefficienti,

è giunta al termine di ogni sete”.

(DHAMMAPADA 153-4)

Siddhartha, all’età di trentacinque anni, portò in tal modo a compimento la lunga ricerca interiore che lo aveva visto come Bodhisattva , vita dopo vita, impegnato nello sviluppo delle pãramitã (le perfezioni, o virtù) per giungere sull’altra riva, il Nirvãna , per il beneficio di tutti gli esseri senzienti. Non era un dio, ma un uomo che aveva raggiunto in terra la liberazione (vimutti), l’estinzione della sofferenza (dukkhanirodha), realizzando così l’inscindibilità con il Dharma (la Legge Eterna).>> …

Fonte: http://www.amitaluceinfinita.it/buddha/

… “Chi illumina se stesso illumina il mondo” …

Gautama, un Siddha …

 

È qualcosa al di fuori di te, o sei tu stesso?
Ognuno di noi porta in grembo un buddha.
Mahamaya è semplicemente la donna che ne è pienamente consapevole. Camminando e sedendosi fa molta attenzione perché sa di portare in sé un buddha. Sa che tutto ciò che mangia, tutto ciò che beve, tutto ciò che fa, ogni film che vede, avrà influenza sul figlio. Il buddha Shakyamuni ha detto: «Voi siete tanti buddha. In ognuno di voi c’è un buddha
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