A-TEOSOFISMO

  

La ricerca della spiritualità

ha avuto origine sicuramente

con la creazione dell’umanità …

ed è derivata, probabilmente,

dalla scissione dell’UNO nella dualità …

 

L’appartenenza a qualsiasi religione

è stata invece una scelta operata, inconsapevolmente,

da chi, dimenticata la vera compassione,

ha rinunciato ad intraprendere personalmente

il cammino di ritorno al trascendente

 

Dal Teosofismo all’A-teosofismo

il passo è stato breve, se confrontato con l’eternità …

ed è stato mosso, individualmente,

quando la mente, grazie alla personale esperienza,

s’è aperta improvvisamente

ad un superiore livello di coscienza

dove non è stato più necessario credere …

alla superata conoscenza …

 

Lì, ri-trovata la Vera Essenza,

ciascuno ha potuto dedicarsi

con assoluta serenità,

in compagnia dell’immancabile ilarità,

allo studio della scienza

applicata al servizio della realtà …

 

Quella con cui ognuno ha dovuto confrontarsi

e che tutti ha ricondotto, oltre l’intellettuale disonestà,

nel luogo ove è stato possibile ri-creare l’originaria immensità

 LA NUOVA ERA

(L’ERA DELLO SPIRITO)

… <<Un eminente teologo dell’Harvard Divinity School, scrittore autorevole e battista americano, Harvey Cox, ha definito la prima era della cristianità (da Gesù fino al 300 d.C.) come l’Età della fede. Un’epoca caratterizzata da diversità, energie, vitalità, sofferenza, persecuzione, coraggio e rapida crescita. Un’era che si è conclusa quando l’imperatore romano Costantino si convertì (come racconta la leggenda) al cristianesimo e la cristianità intraprese una difficile alleanza con l’impero romano. In quell’alleanza, l’unità di fede divenne politicamente utile – e attuabile. Così, l’impero che aveva crocifisso Gesù adesso si proclamava rappresentante, sostenitore e difensore della religione cristiana da poco dominante. Come tale, esigeva la completa obbedienza di tutti i credenti. Al fine di promuovere l’unità nella chiesa e nell’impero, l’imperatore ordinò che i vescovi si riunissero per incrementare la fede, servendosi in tal modo del clero per contribuire a rafforzare la sottomissione al potere dell’imperatore. L’impero romano poté così sostenere di essere legittimato dal Dio dei cristiani, e non semplicemente dall’antico pantheon grecoromano. Era cominciata l’Età delle Credenze. Essa segnò la cristianizzazione dell’impero e l’imperializzazione (o greco-romanizzazione) della cristianità. La fusione fu problematica sin dall’inizio perché, durante i primi duecentocinquanta anni, i vescovi della chiesa parteciparono all’identificazione ed all’esecuzione di circa venticinquemila persone considerate eretiche. Vedete l’ironia di tutto questo? Forse “tragedia” o “atrocità” sarebbero termini più appropriati. La religione apparentemente fondata da un uomo di pace non violento aveva fatto propria quella violenza che lui deprecava. La religione sorta in risposta ad un uomo che fu torturato ed ucciso dall’Impero romano stava ora torturando ed uccidendo altri in combutta con lo stesso impero. La fede dinamica che sposta le montagne era bandita; adesso era il tempo di una credenza statica che condannava al rogo o perseguitava gli eretici. La fede catalizzatrice come agente di trasformazione sociale era vietata, mentre veniva propugnato un sistema codificato di credenze come strumento di controllo sociale. E quel sistema ha conservato il proprio posto d’allora. Mentre rifletto sul significato di tale atrocità nel nostro mondo, mi torna in mente la frase di Woody Allen, in cui sostiene che se Gesù potesse vedere quel che la gente ha fatto in suo nome … “non la smetterebbe più di vomitare”.>> …

 (Fonte:  Brian D. McLAREN, “Le dieci domande che cambieranno la chiesa”. © 2010 Newton Compton editori s.r.l. di cui segue un estratto (pag. 22-23)

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