SOCIETÀ

 

Se ne parla con insistenza,

proprio in questo momento,

poiché l’esistenza

spinge sempre, con decisione,

verso il cambiamento …

 

Ma molti, evidentemente,

pur avendone l’occasione,

non riescono a liberarsi di superati concetti

(quali ad esempio la religione)

che ancora stazionano nella mente,

e trovano perciò difficoltà

a lasciar andare il passato,

a favore del presente …

 

Ciò ostacola, probabilmente,

l’adattamento a nuove verità

più aderenti all’attuale realtà

che riesce però a vedere, nitidamente,

chi ha già guardato oltre la dualità …

 

Potrebbe essere questa la causa delle avversità

che s’incontrano nell’attuale società?

Se sì, si spiegherebbe anche perché

tanta gente prova, continuamente,

ad immaginarne un’altra

ove poter vivere libera-mente,

in totale serenità …

 

Così nasce il mito del paradiso,

del Nuovo Mondo o Nuova Era

qualcosa d’indefinito in cui qualcuno spera …

nell’attesa della sera …

 

quando quel meraviglioso tramonto,

cui sempre segue una nuova aurora,

a chiunque consente

 di godere del qui e ora …

 

 

NARCISISTA

 … <<Nella ricognizione sulle declinazioni del narcisismo nei vari campi della storia e della società contemporanea, ampio spazio è stato dedicato all’arte. Botticelli, che al culmine della sua carriera si era dedicato alla celebrazione della dinastia medicea attraverso opere luminose ed allegoriche, nell’ultima parte della sua vita esprime nella propria pittura tutto il suo travaglio spirituale attraverso soggetti religiosi e tormentati. In Caravaggio una delle cifre stilistiche e simboliche fondamentali è la rappresentazione della decadenza e della contaminazione della natura umana, espressa attraverso la raffigurazione di elementi crudamente realistici. Ad esempio, nella “Canestra di frutta” della Pinacoteca Ambrosiana di Milano, Caravaggio raffigura mele bacate e foglie in parte secche, a sottolineare l’intrinseca caducità che s’insinua anche nella natura più rigogliosa. Praticamente, un senso di morte incombente. Il narcisismo si rivela dunque essere una medaglia a due facce: dietro l’apparente trionfo della bellezza si nascondono segni inquietanti dell’incombere del nulla e del vuoto. Questo è un atteggiamento che si ritrova in modo massiccio nella società moderna, dove, sovente, contano più le apparenze che l’essenza. Oggi chi è bello fa carriera, specie in televisione; mentre chi non lo è … è invece costretto ad un lavoro normale senza infamia e senza gloria. Il narcisismo è quindi passato dall’essere un problema del singolo ad una piaga dell’intera società moderna. In questo quadro possiamo quindi definire, senza timore di essere smentiti, folle la società moderna. Ma su quali basi e fino a che punto corrisponde al vero questa teorizzazione? La questione non è certo nata ultimamente, tanto è vero che già Leopold Bellak, noto psichiatra, psicologo e psicoanalista, l’aveva affrontata, giungendo alla conclusione che:

Se essere pazzi significa avere difficoltà

ad adattarsi al mondo così com’è,

è allora pazza anche la società

dove, beata-mente, viviamo IO e TE

Fonte: Elisa Balconi – Marco Erba, “Il narcisismo” (pag. 118-119). © 2006 Xenia Edizioni e Servizi srl (MI).

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