PROFESSIONE

 

M‘è capitato, in passato,

d’accennare alla mia professione

perciò ora tutti sanno, probabilmente,

che IO Sono un investigatore

prossimo alla pensione …

 

Ma c’è gente curiosa,

non s’accontenta, vuole sapere di più …

se, ad esempio, sto conducendo un‘indagine pericolosa,

su ciò che, imminente-mente,

starebbe per arrivare da lassù …

 

A quel punto rispondo, con soddisfazione,

che, con assoluta dedizione e senza affanno,

sto indagando con passione, già da qualche anno,

su quello che ho definito il “Grande Inganno“ …

 

Esso viene perpetrato a danno  

d’una cospicua parte d’umanità,

contraddistinta dall’ ingenuità,

che, inconsapevolmente, continua a lasciarsi sfruttare

da individui dediti ad una supposta spiritualità

i quali sarebbero stati delegati, addirittura,

da un‘ipotetica divinità

(peraltro differente per ogni società)

nella ricerca  della verità … (?!)

 

Quella,

avvolta in una luce splendente,

sembra però Essere dis-obbediente

e perciò tutti incita, interiormente,

a fare personalmente esperienza della realtà,

senza fidarsi ciecamente di chi, ancora,

“pascola“, libera-mente, nell’oscurità …

DICONO …

… “Parlando d’attualità degli scritti profetici, bisogna porsi innanzi tutto alcune domande: i profeti sono ancora attuali anche per chi non sia cristiano o ebreo o credente? In altre parole: non dovrebbero essere attuali per ogni nostro contemporaneo? Oppure, per spingersi forse un tantino più in là: non dovrebbero tornare d’attualità proprio perché non sembrano attuali, perché viviamo in un’epoca senza profeti e che di profeti ha bisogno? Ma potremmo affrontare la questione solo una volta stabilito che cosa sia un profeta nell’accezione veterotestamentaria. Il profeta è forse uno che predice, che svela ciò che da un pezzo è predeterminato, vale a dire il futuro? Il portatore di un messaggio? Oppure un oracolo che, al pari di quello delfico, dice, sia pure in termini ambigui, ci si debba comportare? No! I profeti non sono deterministi; essi non escludono la volontà dell’uomo di plasmare la propria vita e la propria storia: non pre-dicono ma dicono, esprimono. O, se si preferisce: proclamano la verità, non però nel senso in cui di solito si usa tale termine. La verità di cui sono portatori è che l’uomo può e deve optare tra varie scelte, le quali in sé e per sé sono predeterminate. Ad essere predeterminato non è dunque l’uomo: lo sono le alternative tra cui deve scegliere.” …

(Fonte: “Erich From – L’amore per la vita“, letture radiofoniche a cura di Hans Jurgen Schultz. © 1984 A.Mondadori Ed. IV ed. 3/1994, pag. 154)

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SENZA FILI

 

 

Piacciono tanto, soprattutto ai bambini,

i simpatici e coloratissimi burattini!

 

Loro non sanno …

che quelle son maschere, caricature,

mosse per mezzo d’invisibili fili

da mani esperte che gli danno vita

inventando sempre nuove avventure,

ispirate alla società, ed alle sue tante storture …

 

Ma gli adulti?

Si rendono conto, effettivamente,

d’essere succubi delle idee di altra gente

che al posto loro sceglie

quale strada  è più conveniente?

 

Prendiamo, ad esempio, la religione …

Chi s’è fatta un’idea precisa

del perché ora ci sono due papi?

Uno “emerito“, Benedetto XVI,

legato alla teologia ed all‘antica tradizione;

l’altro reggente, Francesco,

che piace tanto alla gente

con la mente aperta all’innovazione …

 

Sarà forse perché  in questo modo

chi è caduto nello sconforto,

a causa dell’inevitabile confusione,

può stare in questo o quello schieramento

senza che avvenga un vero cambiamento

in grado di facilitare l’evoluzione?

Lascio ad ognuna di Voi, l’ovvia riflessione!

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CADRANNO

 

<<Si sta come d’autunno  

sugli alberi le foglie!>>

 

Ormai sempre più gente

sa che IO Sono un “dis-obbediente“,

cioè colui il quale,

riguardo al bene ed al male,

sta dalla parte del serpente!

 

Ora, probabilmente,

quella si dividerà,

tra chi questa teoria

troverà particolarmente affascinante,

e chi, invece,

totalmente esilarante …

 

ma IO so

che questa semplice riflessione

spingerà altre persone

ad interrogarsi sulla verità

raccontata da ogni religione …

 

… e che, conseguentemente,

(è assolutamente naturale)

cadranno tutte le certezze

riguardo al peccato originale

ed al giudizio universale!

 

 

 

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HO IMPARATO …

 

<<Sbagliare è umano, perseverare diabolico!>>

 

Questo è il proverbio

che mi veniva recitato

quando, da bambino,

un mio comportamento, da “altri“,

veniva giudicato …

 

Ora che Sono cresciuto,

dopo aver a lungo riflettuto ed osservato, dico:

 

<<Chi, nella vita,

quel concetto non ha ancora interiorizzato

sicuramente non conosce

il senso di colpa ed il peccato!>>

 

Ne deriva che, solo grazie all’esperienza

chiunque potrà elevare la propria coscienza

senza provare orrore per l‘errore,

poiché con la conoscenza

s’acquisisce la consapevolezza

che è bene perdonarsi

e male ripetere quell’azione

che ha portato nocumento a Sé

o ad altre persone …

 

È stato così, grazie al mio passato,

che anch’IO, alla fine,

ho semplice-mente imparato

che esiste un equilibrio

tra giusto e sbagliato!

 

 … DAI MIEI ERRORI …

“L’errore è un’esperienza universale: non esistono persone esenti. La finitezza e l’insufficienza fanno parte della natura umana. Ma integrare l’errore nella nostra vita non è facile. Integrarlo nella vita significa trovargli un posto, riconoscerlo, dargli un nome, senza che faccia troppo male. ‘Riconosco d’aver sbagliato; questo non significa che non valgo niente: significa solo che ho costatato un mio limite e questo m’induce ad essere realista e prudente, la prossima volta.’ Potersi parlare in questo modo sarebbe un segno di grande saggezza. Esiste un modo d’evitare che lo sbaglio commesso, per la realtà personale, si riveli devastante? Sicura-mente! Evitare il senso di colpa ed allenarsi a riconoscere il condizionato senso del peccato. Due realtà differenti, che si aprono a molteplici commenti. Il senso di colpa è un’irritazione con se stessi, perché il proprio comportamento non corrisponde alle proprie attese: si rimane delusi di se stessi, sorpresi dall’insorgere di atteggiamenti che si credeva di avere definitiva-mente dominato. Per esempio: Alessandro aveva deciso solennemente di smettere di fumare, ma dopo un po‘ di giorni si rende conto che sta ancora azionando la stessa ciminiera, dicendosi: ‘Non sono proprio capace di smettere!‘. Osservando attenta-mente si comprende che si tratta d’una reazione vissuta unicamente dal soggetto, tra sé e sé. Qui sta la differenza più importante tra il senso di colpa e quello del peccato. Nel senso di colpa la persona parla a se stessa, si irrita con se stessa, e questo può portarla al disprezzo di sé e, forse, alla disperazione. Nel senso del peccato affiora, invece, la necessità di chiedere scusa a qualcuno ed essere perdonato. Molto esposti, a vivere forti sensi di colpa, sono i perfezionisti, le persone abituate ad esigere da se stesse solo azioni perfette. Un capello fuori posto, una piega storta nel vestito, un piccolo sgarbo involontario … tutto questo diventa un dramma. Chi vive il senso di colpa manifesta spesso il desiderio di farcela da solo, con la conseguente delusione quando scopre di non essere all’altezza della situazione. Chi ha coscienza dei suoi limiti è, al contrario, capace di chiedere aiuto; sa di poter contare sempre sulla provvidenza. S.Agostino suggeriva una ricetta contro il rischio di essere catturato dai sensi di colpa: ‘Consegna il tuo passato alla misericordia del tuo D-IO, il tuo presente alla sua Grazia, il tuo futuro alla Sua provvidenza’.

LO SCRUPOLO

I latini chiamavano ‘scrupulum’ il sassolino nella scarpa, fastidio permanente che genera insicurezza ed irritazione. Lo scrupolo è un disturbo della serenità personale e trova spesso la sua origine in un eccesso, o esagerazione, di atteggiamenti in se stessi buoni e corretti, come la delicatezza, la precisione, il senso dell’ordine, il rispetto delle norme, il senso del sacro. Ciò che fa sì che questi atteggiamenti, di per sé buoni, assumano una forma patologica è il ripetersi ossessivo dell’azione, sempre più frequente, alla ricerca della perfetta esecuzione.

IL RIMORSO

Il rimorso presenta un indubitabile vantaggio: ci segnala che abbiamo compreso d’aver fatto un errore. C‘invita a chiederci: ‘Perché non sono contento di quello che ho fatto?'”

Pazienza, dico IO,  importante è l‘averci provato!

(Fonte: Mario Danieli S.I. “A che serve credere?“. © 2003 ADP 168-174, stralcio)

Testo che, ovviamente, in alcune parti, è stato modificato dallo scrivente

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EQUILUX

 

Dal punto di vista astrologico, l’entrata del Sole in Bilancia, segno dell’equilibrio (equinozio d’autunno), ci riporta al significato latino del nome (dal latino ‘equilibrium’, da ‘equus’- uguale e ‘libra’- peso, cioè: peso uguale, o, più semplice-mente, “equilux). Cardinale ed opposto al suo gemello primaverile (equinozio di primavera), esso ci ricorda che questi sono gli ultimi giorni … in cui le forze della natura si bilanciano (giorno e notte, luce e oscurità, Sole e Luna, yin e yang, bene e male …) e che a seguire, nei mesi successivi, l’eterna lotta tra questi due elementi sarà vinta dall’oscurità … poiché, è una cosa naturale, anch’essi sono soggetti alla ciclicità! Non mi credi? Non fa niente, tanto è evidente che è questa la semplice verità …

 

Luce ed oscurità,

chi, in questa assurda lotta,

alla fine … vincerà?

 

Scommetto che ora anche TU

conosci la Verità!

 

Nessuna delle due energie

sull’altra, definitivamente, prevarrà,

poiché esse s’alternano ciclicamente,

e continueranno a farlo per l’eternità …

 

… Con l’equinozio d’autunno termina la fase dell’anno in cui hanno dominato, nell’emisfero nord, le energie della luce, del maschile, delle forze attive ed emerse ed inizia, dopo un momento d’equilibrio (l’equinozio), la graduale discesa di quelle opposte, che raggiungono la più profonda oscurità … (col solstizio d’inverno), momento che sarà seguito dalla nascita della nuova Luce (Natale), o se preferite, la rinascita della radiosa luminosità (Pasqua)… Mi credete ora? Penso di sì, dato che è questa l’indiscutibile Verità … O forse no … dato che il Tutto potrebbe risultare incomprensibile, per la Sua eccessiva semplicità …

 

Cosa possiamo dunque fare per evitare che la Luce

resista al graduale avanzare dell’Oscurità?

Assolutamente niente, dovremmo, semplicemente,

arrenderci totalmente allo strapotere della ciclicità …

(Con informazioni tratte dal web)

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IL PETTIROSSO

 

Era là, davanti a ME,

adagiato in un piccolo fosso,

un meraviglioso pettirosso!

 

Simbolo di gioia e liberazione

ma anche fortuna e protezione

per quelle persone che si sono risvegliate

dal profondo sonno dell’illusione,

e che, perciò, pongono maggiore attenzione

alle faccende che riguardano l’evoluzione,

analizzate da un altro punto d’osservazione,

posto esattamente a metà tra Luce ed oscurità …

 

Una rinascita, insomma,

nonché un’incredibile trasformazione,

da cui scaturiscono altruismo e generosità,

indipendenza e fedeltà,

oltre ad una equilibrata emozione …

 

Particolarità

che consentono d’affrontare la realtà

con crescente calma e serenità …

dopo, però,

che si sarà educata la mente,

la quale, si sa,

deve passare per l’orgoglio esacerbato

fino a trasformarlo in compassionevole passato

per poter abbandonare, definitivamente,

la fierezza e la litigiosità …

che contraddistinguono chi,

pur cercandola ostinata-mente,

non ha ancora trovato la Sua verità …

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INGEGNOSO

 

Si può accelerare

il cammino verso l’unità?

Sicura-mente!

 

Lo sa bene quella gente

che per attuare quel piano,

assolutamente ingegnoso,

crea un’infinità di meravigliose verità

tutte, apparente-mente, in contrasto tra loro,

con un fine che sfugge alla comprensione

delle ingenue persone di questa umanità …

 

ma non a chi è più curioso

ed attento all’osservazione della realtà …

 

Poiché quell’Anima sa

che tutti siamo qua

per ri-trovare la nostra unicità,

al di là dell’ego

che non vuole assumersi la responsabilità

di trascendere, definitiva-mente, la dualità …

 

Tale, personale, esperienza

consente all’individuale coscienza

di fare un salto avanti nell’evoluzione

ove bene e male non combattono,

poiché sono entità

che collaborano fin dall’antichità,

instancabilmente,

per organizzare quell’incredibile incontro

(per ciascuno)

con la propria divinità …

 

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