VENTI

Spirano …

… continuamente

… tenacemente …

da una parte all’altra del continente,

senza distinzione tra nord e sud,

oriente ed occidente …

sono i venti d’una guerra …

che non s’arrende … ad abbandonar la Terra …

e nulla sembra aver insegnato la storia

a proposito dell’illusione della vittoria …

 

L’ODORE

… <<”Per Ercole, nipote mio”, disse Mesa con una risata. “Devo dire che hai mantenuto le promesse della tua infanzia, anche oltre le mie previsioni. Me ne compiaccio molto; la bellezza è attributo della regalità e avvince sempre i cuori umani.” Passano i giorni ed arriva il momento, per Avito, di combattere la sua prima guerra contro un altro pretendente al titolo d’imperatore di Roma. Con lui c’è un suo fidato soldato, Comazone al quale confida i suoi timori. Questi gli risponde che l’indomani non sarebbero morti in battaglia, a rivelarglielo è stato l’istinto e l’oracolo di Zeus di Apamea che si sarebbe pronunciato contro Macrino, il contendente al trono. “Veramente?” Gli disse Avito, “Un oracolo non pagato da mia nonna?” Sorrisero nel buio, complici. “Non sono un guerriero” disse poi Avito. “Forse lo sei, destinato a portare una guerra nuova. Ci sono molti tipi di guerra al mondo, che si combattono con le parole, la politica, il denaro o fra le coltri dei letti. O per far prevalere un dio sugli altri dei” … “Tu fai la guerra come se fosse una danza”, disse ancora Avito al soldato. “Vero! Credo, infatti, che anche la guerra sia una specie di danza. Lo vedrai”. Rispose Comazone, con uno scintillio nelle pupille. Ma Avito lo ha già visto. Ha visto ogni cosa sulla sacra pietra nera, decifrata in una visione durante il “rito della Solitudine”. Su quella pietra egli ha visto tutti i misteri, da quelli dell’Eros a quelli degli inferi. La luce e la tenebra, il Sole e la Luna, il maschio e la femmina, la vita e la morte: ogni cosa è contenuta nello specchio del Dio Unico. Anche la guerra, il massacro, la strage. E la guerra è anche sesso, orgia e danza. L’urto di un esercito è come l’urto del coito, e l’odore della guerra è come l’odore del piacere. L’odore della guerra è spaventoso, più ancora della vista degli arti e delle teste tranciati e dei corpi smembrati, dei cadaveri e dei cavalli abbattuti che agitano le zampe a terra, delle grida di tortura ed agonia. Cuoio, metallo, animali martoriati, visceri umani rovesciati fuori, carne bruciata, sangue, vomito. Il giorno dopo, mentre il combattimento era in corso, Comazone dice ad Avito: “Tu e le tue madri oggi trionferete!”. Avito sguaina la spada e sprona al galoppo il proprio cavallo verso il centro dell’orgia di sangue. Dietro di lui Soemia, a proteggerlo e renderlo invincibile. Si inoltra nella valle tortuosa, un serpente di uomini che si scannano senza sapere più per chi, o perché”.>> …

 (Fonte: Claudia Salvatori, “Il Sole invincibile”. © 2011 Mondadori, pag. 69-98)

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