L’IMBARCAZIONE

 

Qual è dunque lo strumento

che ha scelto l’umanità per rimanere a galla

durante il cambiamento?

Chiunque può scoprirlo in un momento!

 

L’acqua è l’elemento tipicamente femminile,

usata solitamente

a rappresentazione dell’emozione

e l’imbarcazione, evidentemente,

è ciò che su di essa consente di navigare …

… senza sprofondare …

ma anche il simbolo del viaggio

che va affrontato con coraggio

 

L’oceano è l’Unitaria Coscienza,

quella cui tutti giungeranno attraverso l’esperienza

per approdare alla conoscenza …

… cioè l’equilibrio tra il desiderio dell’ignoto,

il trascendente (il Cielo),

e la sicurezza dell’immanente (la Terra)

 

<<E chi si è perso lungo la via?>>

Già, quasi lo dimenticavo …

molti sono coloro i quali, al proprio interno,

sono ancora legati al mito dell’ inferno

 

Perciò, lo affermo con un sorriso, 

secondo Me è stato appositamente inventato

per farci apprezzare il paradiso!

 

P.S. Riflessione a seguito della lettura del libro intitolato:

INFERNO” di Francesco Gungui © 2013. Fabbri Editori

… “Fin dove ti spingeresti per salvare chi ami?” …

 … <<La barca si trovava in una grotta all’interno dell’insenatura. Da fuori era impossibile vederla, le palme nascondevano l’ingresso della montagna. Lo scafo era dipinto con i colori del mare in tempesta: il blu, il verde ed il viola. Spesse corde lo bloccavano ad un molo naturalmente formato da pietre che parevano scolpite. Un telo pesante di plastica copriva la cabina. Con l’aiuto di Jorgos, Alec lo tolse e lo ripiegò. Quindi salì a bordo. Un alto palo poggiava al centro della barca, con le vele attorno. Scese sottocoperta. Non c’era nessuno. Poi uscì e allungò la mano verso Maj. La aiutò a salire a bordo, Jorgos invece saltò da solo. “Sai guidare una barca?” chiese Maj. “No”. Alec andò alla postazione di comando: una poltrona di legno, un tavolo semicircolare con sopra uno schermo. Maj era seduta sugli scalini che portavano sottocoperta. Lo guardava assorta. Tutti i pensieri erano ancora lunghe funi che lo ancoravano all’Inferno. Lo schermo sì illuminò mostrando un cerchio verde il cui raggio girava lungo tutta la circonferenza. La barca scivolò fuori della grotta accompagnata dal borbottio del motore. Alec teneva il timone. Jorgos stava in piedi a prua con una lunga asta che serviva ad evitare eventuali collisioni con le pareti rocciose. Attraversarono lentamente la piscina naturale uscendo dall’insenatura verso il mare aperto. Le onde scossero la barca, che cominciò a dondolare. Il rumore del motore aumentò spingendo lo scafo più veloce verso l’orizzonte che aveva cominciato a scurirsi. Il cratere alle loro spalle si rimpiccioliva poco alla volta. Ad Alec parve ancora d’intravedere un bagliore rossastro sulla sua cima, ma da dove si trovavano quella montagna non sembrava più l’Inferno>> …

 (Brano estratto dalle pagine 424-425 dell’edizione 2014)

 

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Informazioni su L'amico Mauro

https://astronascenteblog.wordpress.com/chi-sono/ ?
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2 risposte a L’IMBARCAZIONE

  1. L'amico Mauro ha detto:

    LA VIA DELL’ACQUA
    … “Hai due strade davanti a te, figli mio, quella del ghiaccio e quella del fuoco. quale vuoi seguire?”
    “La terza via, Ong Pa, quella del ghiaccio che il fuoco scioglie, la via dell’acqua, maestro.”
    “è la più difficile, perché ogni giorno ti confronterai con i problemi della quotidianità avendo ben presente quelli dello spirito. Unire terra e cielo è molto pericoloso, su questa strada incontrerai i demoni, sotto forma di pensieri e di uomini, e dovrai confrontarti con essi.”
    “Li ho conosciuti, quando ancora vivevo in mezzo ai cedri e giocavo con i miei fratelli con il bastone e la ruota, e ascoltavo mia madre mentre dall’altra parte della strada vedevo seni vuoti di latte, e bambini uccisi per dileggio dai soldati, e i sacerdoti forti con i deboli e deboli con i forti terrorizzare le menti. Voglio infilare le mani nella terra ed imparare a non sporcarmi, voglio provare il dolore di chi soffre ed essere felice con lui, voglio temere che mi venga portata via ogni cosa che amo e che possiedo senza odiare, voglio conoscere il buio dell’ignoranza per portare la luce della ragione e combattere la prepotenza con la giustizia. E …”

    Estratto da: “L’Eretico” di Carlo A. Martigli (pag. 220-221). (c) 2012 Ed. Longanesi.
    http://www.amazon.it/Leretico-Longanesi-Narrativa-Carlo-Martigli-ebook/dp/B006WEQFNO

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