RINUNCIA

<<È giusto rinunciare alla propria identità?>>

 

Penso di si,

se essa è solamente

il prodotto degli insegnamenti

d’una società

giunta al culmine

della propria assurda realtà!

 

Quella che, autoritariamente,

 impedisce all’individuo

d’andare oltre

i rigidi confini della mente

 

È proprio a quel punto

che nasce interiormente

il desiderio di ribellione

che aiuterà a sgretolare

ogni superata tradizione …

 

… preferendo a ciascuna di esse

semplicemente l’emozione …

 

… che sperimenterà personalmente

chi avrà abbandonato le tante verità …

che evidentemente

s’adattano solo all’altra gente

 

IL RUOLO DELL’EGO

 … <<Al pari di tutte le scuole e di tutte le sette del buddhismo, il Mahayana è in diretto antagonismo con l’idea di ego. L’intero suo codice etico e filosofico mira direttamente all’eliminazione dell’io pensante. Esso ritiene che questo “io” sia una fantasia fanciullesca sorta dall’ignoranza, così come la credenza medievale che il Sole girasse attorno alla Terra era il risultato di una conoscenza imperfetta. Di conseguenza, l’intero suo schema religioso e filosofico è diretto a sradicare questa fantasia dal pensiero dei suoi discepoli. È questa la dottrina “Anatta”, e la sua importanza per il buddhismo è fondata sulla credenza che da questa fantasia provengano ogni dolore ed ogni infelicità. L’europa, da parte sua, trae le sue dottrine fondamentali dalla Cabala. Pur avendo molto in comune con le dottrine generali del buddhismo, la metafisica della Cabala è essenzialmente egocentrica al modo tipicamente europeo. Tuttavia i termini della sua filosofia sono così generali da poter essere liberamente interpretati da molte angolazioni. Pur screditando i mali ed i limiti che accompagnano il falso senso dell’ego, essa sottolinea non tanto la distruzione dell’ego stesso, quanto, con vera praticità occidentale, la sua purificazione e la sua integrazione. Esso diviene uno strumento utilissimo quando si è capito che l’ego non s’identifica con l’io, ma è solo un particolare strumento, una piccola fase di attività compresa nella larga sfera dell’individuo totale. Quindi la teurgia pratica che nasce come una superstruttura dalla Cabala teoretica di base deve essere influenzata da questo punto di vista. Invece di cercare di eliminare l’ego come tale, essa cerca d’estendere i limitati confini del suo orizzonte, di ampliare i suoi scopi di attività, di migliorare la sua visione e la sua capacità spirituale. In sintesi, d’intensificare la sua attività psicologica così che, prendendo conoscenza dell’IO universale che penetra tutte le cose, possa identificarsi con quest’ultimo. Vi è così una differenza fondamentale nei due punti di vista>> …

 Fonte: Israel Regardie, “Teoria e pratica della magia”. © 1983 Hermes edizioni (pag. 26-27)

 

Dunque l’oriente

vorrebbe definitivamente

annullare la mente

 

Mentre l’occidente,

più semplicemente,

cercherebbe d’ampliarne i confini,

costantemente, fino a farli coincidere

con quelli dell’Unico Sé cosciente

 

Ciò che in tanti chiamano Dio

e che IO ho invece definito a Modo Mio

 

Cosa ne penso?

L’uomo è intelligente

prima o poi capirà che entrambe le strade

conducono al niente!

Ma è solo una Mia idea, naturalmente …

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Informazioni su L'amico Mauro

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3 risposte a RINUNCIA

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