POESIA DI NATALE

Come tanti bravi bambini (così mi è stato insegnato a casa nell’infanzia), anche quest’anno prima del pranzo di Natale reciterò una poesia. Vi chiedo scusa se non vi piacerà ma IO Sono un po’ discolo, e mi diverto a parlare fuori dal coro, tanto so che non se la prenderanno a male, loro:

LA TOLLERANZA

Certo ci vuol pazienza
con chi predica bene
e razzola male,
parlando della tolleranza,
ma l’importante è perdonare
chi ancora non ha compreso
cosa sia l’uguaglianza

Nella messa di Natale
il papa ha affermato che
<<respingendo i migranti
si respinge dio>>

Una frase ad effetto, veramente,
che sicuramente commuoverà tanta gente

Ed IO?
Non sono forse un profugo
per la chiesa cattolica
essendomi sbattezzato
per seguire il credo mio?

E allora perché,
mi domando,
lo stesso predicatore
non m’ha accettato
in quella che egli stesso
definisce la casa del padre?
Non avrebbe dovuto accogliermi affettuosamente
come il figliol prodigo?

Non dice forse la “sua” religione
che bisogna amare incondizionatamente?
Perché non dimostra, concretamente,
che si può costruire l’unità
oltre le assurde posizioni della mente?

Quando la smetterà
d’affermare “verità”
in cui, molto probabilmente,
neanche lui crede fermamente?

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Informazioni su L'amico Mauro

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7 risposte a POESIA DI NATALE

  1. Donatella ha detto:

    Piaciuta, mette in risalto tutte le contraddizioni della Chiesa odierna in cui ahimè, sempre più spesso anche io da credente non mi ritrovo…
    Buon Natale e un forte abbraccio a te e ai tuoi cari!

  2. L'amico Mauro ha detto:

    Ciao Donatella,
    un po’ mi dispiace prendermela con una persona anziana quale è il papa, però, sicuramente l’avrai capito, il messaggio è diretto soprattutto ai suoi più stretti collaboratori i quali, molto probabilmente, non lo informano neppure di ciò che accade …

    • Donatella ha detto:

      Sono pienamente d’accordo, a me il papa ha sempre fatto l’impressione di una brava persona e sono convinta che a muovere le fila di tutto siano quelli del suo entourage dagli interessi sempre molto poco “santi”!!

  3. silver price ha detto:

    Siamo in presenza di un paradosso. C’è qualcosa che si può perdere o che si può guadagnare, e questo qualcosa è la psyché, l’anima spirituale, cioè (dinamicamente considerata) la libertà. Devo fare di tutto per guadagnare la mia anima spirituale, per salvaguardare la mia libertà, perché lo scopo della mia esistenza di uomo consiste esattamente in questo. Ma ecco il paradosso: proprio per guadagnare il centro di me stesso, devo diffidare di me stesso, mi devo superare.

  4. Non si giunge a tale effetto con la preghiera, con atteggiamenti devozionali, con «aprir gli occhi al cielo, alzar alto le mani» ma, al contrario, con il «venir al più intimo di sé, considerando che Dio è vicino, con sé e dentro di sé più ch’egli medesmo esser non si possa, come quello che è anima delle anime, vita delle vite, essenza de le essenze». Una ricerca che Bruno assimila a una caccia , non la comune caccia ove il cacciatore ricerca e cattura le prede, ma quella in cui il cacciatore diviene esso stesso preda, come Atteone che, avendo visto la bellezza di Diana , si è fatto preda dei cani, i «pensieri de cose divine», che lo divorano «facendolo morto al volgo, alla moltitudine, sciolto dalli nodi de li perturbati sensi, libero dal carnal carcere della materia, onde più non vegga come per forami e per foreste la sua Diana ma, avendo gittate le muraglie a terra, è tutto occhio a l’aspetto de tutto l’orizonte. Di sorte che tutto vede come uno, non vede più distinzioni e numeri, che […] fanno vedere e apprendere in confusione. Vede l’ Anfitrite , il fonte de tutti numeri, de tutte specie, de tutte ragioni, che è la monade, vera essenza de l’essere de tutti; e se no la vede in sua essenza, in absoluta luce, la vede ne la sua genitura, che gli è simile, che è la sua imagine: perché dalla monade che è la divinitade, procede questa monade che è la natura, l’universo, il mondo».

  5. L'amico Mauro ha detto:

    Credo proprio che dovreste leggere questa bellissima testimonianza sul Natale:
    http://sebirblu.blogspot.it/2012/12/simbologia-della-nativita-di-o-m.html

  6. silver account ha detto:

    È chiaro che chi ignora la legge fondamentale del “conosci te stesso”; chi non ha mai provato a muovere nemmeno un passo sul cammino della consapevolezza interiore, ma è sempre vissuto in modo superficiale e bassamente egoistico, si trova in una posizione tale da riconoscere solo con una certa difficoltà la verità di cui è portatore; ma da ciò non consegue che qualcuno possa non vederla per nulla, che qualcuno possa essere così cieco e incosciente da non sapere, alla lettera, chi egli sia veramente e che cosa si svolga nelle profondità della sua anima.

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