LA CROCE

Con essa,
ora,
si simboleggia
la sofferenza

Eppure c’è chi,
ancora,
non riesce a viver
senza!

… <<La Croce è il simbolo di Cristo. Sono quattro bracci, anche se tutti ne considerano solo due. La sofferenza passata per la Croce racchiude arcani ed antichi misteri che si tramutano in gioia e sublimazione di Spirito dopo il trapasso. In alto, verticale, il braccio che indica la Via della Luce, il ponte tra il vostro mondo e la gioia e l’Amore divino che si acquisiscono, dopo sofferenza ed angoscia, nella pace di Dio. Il braccio opposto è il legame con la Terra, con le pene fisico-morali ed i richiami materiali del mondo. Ha radici profonde da estirpare e si deve farlo gradualmente anche perché col mondo e dal mondo dovete trarre la “sostanza” per vivere e crescere. Assorbire, vagliando, solo le “sostanze” buone che vi offre il mondo ed usarle per migliorarvi intimamente, evolvervi nella mente, formulare pensieri positivi, creare realtà illuminate ed illuminanti, scartando le scorie del male che, assorbite e trasferite dalle radici più profonde, vi legano con forza ai “malfunzionamenti” terreni, peraltro creati dall’uomo. Le braccia laterali sono le deviazioni che s’incontrano sulla via ascensionale (dalla base alla sommità) verso la Luce. Se ben percorse sono vie d’esperienza positiva purché, non vivendo solo per se stessi, si trasmetta questa esperienza, trasformata in Amore, al mondo circostante. Deve essere un “dare” da un abbraccio d’Amore, deve essere un abbraccio per accogliere le pene altrui alleviando, con la purezza ed il calore dell’Amore, la disperazione di chi soffre. Se però queste vie laterali risultano essere sbandamenti ed inseguimento di lusinghe terrene, sarà difficile ritrovare se stessi e la via dell’ascesi. Pochi riescono ad abbracciare il mondo in questo modo e contemporaneamente a fissare con sguardo deciso la sommità della Croce. E comunque già meritevole la volontà di fare, di provare la ricerca mistica dell’ascesi. Per la maggior parte degli individui l’Amore universale è concepito come amore Dio-Uomo: è invece Uomo-Dio perché se ci si ama, se si ama l’umanità, gli animali, la natura, manifestazioni dell’Amore divino, si ama Dio. Pochi, oltre questo Amore, ricercano il mistero di Dio e dell’aldilà con purezza di cuore e sincerità d’intenti. Sono iniziati oppure alte Entità giunte all’ultima incarnazione, non più attratte dalla materia, che trascorrono su questa Terra un’esistenza dedita all’esplorazione dell’animo umano in relazione alla realtà. La realtà è difficile da concepire ed ancora più difficile da accettare poiché distante dal “vostro reale” e, soprattutto, faticosa da raggiungere nella sua più alta dimensione. L’uomo tende non a disconoscerla, ma ad accantonarla per paura, per pigrizia, per comodità, per superficialità. I messaggi che lasciano al mondo i maestri, gli Iniziati, dovrebbero aiutarvi a superare timori ed incertezze e darvi forza e sicurezza nell’affrontare in modo altamente positivo ogni difficoltà terrena, ed imboccare la via per conoscere più profondamente il vostro Spirito, l’IO sublime di Coscienza vigile in espansione. Rilassamento, concentrazione, meditazione, sono le vie da seguire per entrare nel vostro profondo, più vicino alla Realtà di quanto immaginiate. Il profondo non è buio, non baratro o vuoto, ma Luce e calore, compagno ed insieme strumento di viaggio verso orizzonti immateriali, verso mondi che avete dimenticato e che siete in grado di riconoscere nel momento in cui riuscite a varcarne la soglia. I sentimenti umani, anche se positivi, in questo viaggio devono essere annullati; non possono esservi interferenze del conscio che alterano ed intaccano la conoscenza della nuova dimensione. La paura, la gioia, la voglia di fuggire o quella di restare per sempre non possono condizionare lo Spirito. Guardate quindi la Croce nella sua giusta luce, come simbolo di ascesa, come via unica da seguire e non solo strumento di sofferenza. Gioia e non pena, fiducia e non scoraggiamento, luce e non penombra, pace e non ansietà, coraggio non timore, perdono non rancore, silenzio non frastuono, costituiscono i gradini di una scala che si può percorrere in due opposte direzioni. Una in salita, l’altra verso il basso, nell’angoscia del baratro, quello che voi definite inferno>>…

Fonte: Giuliana Rigamonti, “L’altra metà” (pag. 115-116). © 1997 by Hermes Edizioni

Informazioni su L'amico Mauro

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