L’ASCESA DI GESÙ

… “Il mese di settembre 33 d.C. coincise con l’insediamento formale di Simone lo Zelota (Lazzaro) come Padre della comunità essenza, momento nel quale Gesù fu ammesso al sacerdozio, un rituale in cui egli figurativamente sarebbe <<asceso al cielo>>. Pur essendo riconosciuto da molti come il Messia davidico, Gesù cercava da molto tempo di accedere al santuario interno dei sacerdoti anziani di Qumran, ossia all’importante monastero di Mird, noto come Regno dei cieli. Con Simone in carica, il desiderio di Gesù sarebbe stato esaudito: egli venne ordinato ed assunto in cielo dal capo dei Pellegrini che il linguaggio figurato dell’Antico Testamento designava come la Nube. Una nube aveva guidato gli antichi Israeliti alla Terra promessa (Esodo 13, 21-22), e l’apparizione di Dio a Mosè sul Monte Sinai era stata accompagnata da una nube (Esodo 19, 16). Di conseguenza, in vista del rispetto della comunicazione sacerdotale con Dio, il termine Nube venne mantenuto come designazione simbolica all’interno della confraternita di Qumran. L’elevazione di Gesù al sacerdozio viene riportata nel Nuovo Testamento con l’evento generalmente noto come Ascensione. Non era solo Gesù ad esprimersi in parabole: lo stesso fecero gli autori dei Vangeli, applicando allegorie e paragoni contenenti un significato per coloro che avevano <<orecchie per udire>>, ossia quelli che conoscevano i codici scribali. Pertanto, i passaggi dei testi evangelici che sembrano puramente e semplicemente narrativi (a prescindere dal contesto manifestatamene soprannaturale) sono anch’essi parabole. Come disse Gesù ai suoi discepoli (Marco 4, 11-12): <<A voi è stato confidato il mistero del regno di dio; a quelli di fuori, invece, tutto viene esposto in parabole, perché guardino, ma non vedano, ascoltino, ma non intendano>>. Pur essendo comunemente usato per descrivere l’elevazione al sacerdozio di Gesù, il termine Ascensione non viene usato negli Atti, che affermano semplicemente: <<Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo>> (Atti 1,9). Mentre Gesù saliva al sacro Regno dei cieli, due sacerdoti angelici annunciarono che un giorno sarebbe tornato sulla terra: <<Ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare”>> (Atti 1, 10-11). E fu così che sei mesi dopo la Resurrezione Gesù lasciò il mondo ordinario per tre anni, periodo durante il quale Maria Maddalena, madre di sua figlia, non avrebbe avuto con lui alcun contatto fisico, essendo quello il tempo necessario alla restaurazione, come viene dettagliatamente riferito in Atti 3, 20-21: <<E così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore ed egli mandi quello che vi aveva destinato come Messia, cioè Gesù. Egli dev’essere accolto in cielo fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose, come ha detto Dio fin dall’antichità, per bocca dei suoi santi profeti>>.

L’ORDINE DI MELCHISEDEK

Secondo Ebrei 3, 1 e 5, 6, in quella stessa epoca Gesù venne iniziato all’Ordine sacerdotale di Melchisedek. Tenendo presente che ciò avvenne sei mesi dopo la Resurrezione, appare del tutto evidente che Gesù era ancora vivo e lo rimase per tutto il periodo degli Atti degli Apostoli, nei quali vengono documentati i suoi viaggi ed incontri. Abbiamo già affrontato la questione, dettagliatamente esposta nei manoscritti del Mar Morto e nelle opere di Giuseppe Flavio, relativa alla struttura angelica mantenuta all’interno delle gerarchie sacerdotali di Qumran. Il sacerdote Ebiatar era il Gabriele designato, e il suo immediato superiore, il sommo sacerdote Zadòk, veniva chiamato Michele, il Michele-Zadòk (Melchisedek). Il Melchisedek originario, re-sacerdote di Salem, compare in Genesi 14, 18-20: egli offrì ad Abramo il pane ed il vino della comunione graalica. In termini ebraici, il nome deriva da Melek (re) e Tsedeq (giustizia), talvolta anche Melchi-zaddiq, ossia re di giustizia. In alternativa, come re di Salem e secondo la descrizione della Genesi, è re di pace”…

Fonte:“I figli del Graal(pag. 151-152). © 2006 Newton Compton editori s.r.l. Roma. Titolo originale “The Magdalene Legacy” © 2005 Laurence Gardner First published by HarperCollins, London W6 8JB

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