PERCHÉ CREDO

(CHE LA CHIESA DEBBA SVELARE I SUOI SEGRETI)

… (pag. 419) “La verità, comunque, sta per te nell’ortodossia dottrinale e non hai simpatia né stima per chi vorrebbe imporre “nuovi” catechismi. Già ne hai accennato.

Né simpatia né stima, ma neanche paura o tentazioni persecutorie. Occorre che il novatore, il dissenziente, il contestatore, l’eretico, esistano a ogni generazione. Sono strumenti di una missione provvidenziale in quanto – credendo di contrastare e magari sovvertire l’ortodossia della chiesa – in realtà la rafforzano, costringendola a ripensarsi, ad approfondirsi, a depurarsi, in ogni caso a esprimersi con maggiore precisione. I grandi concili ecumenici non ci sarebbero stati e non avrebbero svolto il loro lavoro grandioso, essenziale per definire e difendere i contenuti fondamentali della fede, se la Chiesa non fosse aggredita e sfidata da letture eterodosse del Vangelo provenienti da “fuori” e da “dentro”. E queste ultime erano come al solito le più insidiose, andavano contrastate riprendendo da capo i dossier della Bibbia e della Tradizione e ripensandoli, sempre nella continuità e mai nella rottura. Come la natura, Ecclesia etiam non facit saltus, è un organismo vivo, procede per sviluppo lento, talvolta lentissimo (Dio è fuori dal tempo, non ha fretta) e coerente (in Dio non può esservi contraddizione), mai a balzi, strattoni, rinnegamenti. C’è dunque un disegno divino nel quale anche le deviazioni dottrinali hanno un ruolo che non è casuale: oportet ut hereses eveniant.

Comunque sia, ancora una volta ti ribadisco che, per quanto mi riguarda non ho alcuna vocazione “ereticale”. So per esperienza che nella Chiesa ci sono ampi spazi di libertà, ben superiori a quelle ideologie moderne che la accusano di oscurantismo e di dogmatismo…

… (pag. 426) Per questo vedo centrale ed essenziale, oggi, la funzione di un’apologetica che aiuti il popolo di Dio a difendere il suo tesoro e che almeno scalfisca gli argomenti dei tanti antagonisti.

La questione non è come organizzare o riorganizzare la struttura, ma essere consapevoli che questa struttura fa parte inscindibile del progetto divino dell’Incarnazione, eppure non è altro che il provvisorio involucro del Mistero di Cristo. Il problema dei problemi non è preservare, con aggiornamenti e restaurazioni, la “conchiglia”, ma vigilare che non si svuoti della “perla” (dipinto “la Venere del Botticelli”). Non avverrà, non potrà avvenire, ma se si spegnesse la fede, se si appannasse la spes xontra spem, se venisse meno la credenza tenace e piena nello “scandalo e follia” della morte e resurrezione di Gesù, sarebbero sicuri il collasso e l’irrilevanza. E dai detriti della Chiesa, <<una, santa, cattolica e apostolica>> sorgerebbe un’istituzione filantropica, un’organizzazione di volontariato, un ente sociale, un movimento sindacale; e via così. Cose rispettabili, ovviamente, ma alle quali dovrebbe applicarsi la sentenza implacabile di Gesù: <<Se il sale perde il sapore, con che cosa lo si potrà rendere salato? A null’altro serve che a essere gettato via e calpestato dagli uomini>>…

Fonte: “PERCHÉ CREDO” – Vittorio Messori con Andrea Tornielli.   © 2008 – Edizioni Piemme Spa. – www.edizpiemme.it

RECENTI TENTATIVI DI OCCULTAMENTO DELLA VERITÀ

Ø Suor Caterina e le “Luci dell’esodo” (http://www.lucidellesodo.it/ita/index.html)

Ø “Verso la nuova creazione” (http://www.dibuonenotizie.it/)

Ø San Tommaso d’Aquino – la “Summa Teologica”: www.preticattolici.it

Informazioni su L'amico Mauro

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4 risposte a PERCHÉ CREDO

  1. michelepunziano ha detto:

    Comunque sia, ancora una volta ti ribadisco che, per quanto mi riguarda non ho alcuna vocazione “ereticale”. So per esperienza che nella Chiesa ci sono ampi spazi di libertà, ben superiori a quelle ideologie moderne che la accusano di oscurantismo e di dogmatismo…

    è l’espressione vivifica di un’anima che ha ancora fede.

    • L'Amico Mauro ha detto:

      Non è questione di fede, quella non mi manca, anzi …
      E’ un monito verso chi si arroga il diritto di essere “il tramite” per il divino e che, invece, non si rende conto della grandissima responsabilità che ha verso tutti coloro i quali, smarriti, ascoltano le sue parole …

  2. Pingback: ISSA | La Nuova Era

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