LA NATURA MORTA

“A cosa serve l’arte? A darci una breve ma folgorante illusione della bellezza, aprendo nel tempo una breccia emotiva che non si può ridurre alla logica animalesca. Come nasce l’Arte? È generata dalla capacità propria dello spirito di scolpire la sfera sensoriale. Che cosa fa l’Arte per noi? Dà forma e rende visibili le nostre emozioni e, così facendo, conferisce quell’impronta d’eternità che recano tutte le opere che, attraverso una forma particolare, sanno incarnare l’universalità degli affetti umani. L’impronta dell’eternità… Queste pietanze, queste coppe, questi tappeti e questi bicchieri quale vita assente suggeriscono al nostro cuore? Fuori dai contorni del quadro, forse, il tumulto e la noia della vita, l’incessante e vana corsa stremata dai progetti – ma, dentro, la pienezza di un momento sospeso, strappato al tempo della bramosia umana. La bramosia umana! Non possiamo smettere di desiderare, e questo ci esalta e ci uccide al contempo. Il desiderio! Ci sostiene e ci crocifigge, portandoci ogni giorno sul campo di battaglia dove ieri abbiamo perso ma che, nel sole di un’altra giornata, ci sembra nuovamente un terreno di conquista; e anche se domani moriremo, il desiderio ci fa erigere imperi destinati a diventare polvere, come se la consapevolezza che presto cadranno non riguardasse la sete di edificarli ora; c’infonde l’energia di volere sempre quello che non possiamo possedere e ci getta all’alba sull’erba disseminata di cadaveri, affidandoci fino alla morte progetti che appena compiuti subito rinascono. Ma è così estenuante desiderare incessantemente… Ben presto aspiriamo a un piacere senza ricerca, sogniamo una condizione felice che non abbia inizio né fine e in cui la bellezza non sia più finalità né progetto, ma divenga la certezza stessa della nostra natura. Ebbene, questa condizione è l’Arte. Ho dovuto forse imbandirlo questo tavolo? Per vedere queste pietanze ho dovuto desiderarle? Da qualche parte, altrove, qualcuno ha voluto questo pasto, ha aspirato a questa trasparenza cristallina e ha perseguito il piacere di carezzare con la propria lingua il serico sapore salato di un’ostrica al limone. È stato necessario questo progetto, incastonato in altri cento e da cui ne sgorgano altri mille, questo intento di preparare e di assaporare un banchetto di molluschi – questo progetto altrui, per l’esattezza perché il quadro prendesse forma. Ma quando guardiamo una natura morta, quando ci deliziamo di una bellezza che non abbiamo perseguito e che porta in sé la raffigurazione glorificata ed immobile delle cose, godiamo di ciò che non abbiamo dovuto bramare, contempliamo ciò che non è stato necessario volere, amiamo ciò che non è stato necessario desiderare. Quindi la natura morta incarna la quintessenza dell’Arte, la certezza del senza tempo, perché essa raffigura una bellezza che parla al nostro desiderio ma è generata dal desiderio altrui, perché si accorda al nostro piacere senza entrare in nessuno dei nostri piani, perché si dona a noi senza che ci sforziamo di desiderarla. Nella scena muta, senza vita né movimento, s’incarna un tempo privo di progetti, una perfezione strappata alla durata ed alla sua logora avidità – un piacere senza desiderio, un’esistenza senza durata, una bellezza senza volontà.

Giacché l’Arte è l’emozione senza desiderio”.

 

Fonte: “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery (pag. 197-198). © 2007 Edizioni e/o. © 2006 by Editions Gallimard, Paris.

Informazioni su L'amico Mauro

https://astronascenteblog.wordpress.com/chi-sono/ ?
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

4 risposte a LA NATURA MORTA

  1. michelepunziano ha detto:

    e anche se domani moriremo, il desiderio ci fa erigere imperi destinati a diventare polvere, come se la consapevolezza che presto cadranno non riguardasse la sete di edificarli ora…
    già….

    • L'Amico Mauro ha detto:

      Sei un inguaribile “ottimista” … Il desiderio è una cosa “terrena” che non porteremo con noi quando ci affacceremo nell’altra dimensione, dove tutto ci apparirà più chiaro. Peccato che poi, quando ritorneremo, probabilmente, non ricorderemo nulla … e così ricominceremo a desiderare …

  2. Barbie ha detto:

    …ma da quell’emozione può nascere qualsiasi desiderio!!!

    • L'amico Mauro ha detto:

      “Quasi” impossibile liberarsene, soprattutto per chi tende a privarsi delle “emozioni” che la vita gli regala. Tali emozioni, per essere comprese vanno vissute intensamente. Solo in questo modo riusciremo a comprendere che il desiderio è fine a se stesso … e ci lascia sempre insoddisfatti …

Rispondi a L'Amico Mauro Annulla risposta

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...