NOTRE-DAME

… “Come abbiamo visto, sembra che Leonardo avesse già pronta la composizione per il suo dipinto di Nostra Signora, ispirato a Lippi, prima di ricevere nel 1483 la commissione della confraternita. Potrebbe aver deciso in qualsiasi momento di completare quell’opera, da solo o con l’aiuto di altri. Oppure, è plausibile che sia stata la sua scuola a portarlo a termine dopo la morte dell’autore. In realtà, i suoi biografi parlano di una terza Vergine delle rocce, ma sostengono che è difficile individuarla, visto che esistono varie buone copie in circolazione. Ma la caratteristica comune delle copie è che, per loro natura, replicano un originale. In questo caso, avremmo copie del dipinto del Louvre o di quello della National Gallery. Quest’ultima, però, non è una copia della prima, perché sotto molti aspetti esse differiscono notevolmente. Pertanto, una terza legittima Vergine delle rocce dovrebbe in qualche modo essere diversa da entrambe, e in effetti un simile quadro si trova al Musèe des Beaux Arts di Caen. In questa versione notiamo una differenza assai evidente, pur essendo la scena identica. Nella costruzione di base, essa assomiglia all’originale di Leonardo, quello del Louvre: il bambino più grande non ha la croce di giunco, non ci sono aureole e la fanciulla angelica è tornata nell’atto d’indicare, oltre a rivestire di nuovo i colori rosso e verde della Maddalena. Ma la cosa che sorprende di più sono questi stessi colori indossati da Maria, insieme all’oro ed a capelli assai più rossi. In realtà, ora ella è una rappresentazione perfetta della tradizionale figura di Maria Maddalena. Nella versione della National Gallery, alla base dell’abito di Maria era stato aggiunto un fiore molto caratteristico, una calla, che ha una spata di colore bianco puro ed uno spadice giallo a cono, e che oggi è chiamato Zantedeschia, dal nome del botanico italiano Giovanni Zantedeschi (1773-1846). Molto si è detto sull’insolito Spadix, termine derivante dalla parola greca che significava “palma”, il cui equivalente semitico era Tamar (il nome della figlia maggiore di Maria Maddalena e Gesù). In alcune parti dell’Australia, la calla è una “pianta maledetta”, una “malerba”, e in America sembra avere talvolta caratteristiche luttuose, mentre nell’Europa mediterranea, in Sudafrica ed in Gran Bretagna è, per antica tradizione, un fiore del bouquet nuziale. È forse di qualche rilievo notare che Leonardo fu influenzato, per il suo ambiente roccioso, dal Cantico dei cantici dell’Antico Testamento (2, 13-14) che, tradotto dal testo greco dell’epoca, recita: <<Il fico ha messo fuori i primi frutti… Alzati, amica mia, mia bella… O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia>>. Sotto questo aspetto, la calla non è che un elemento dell’iconografia di Maddalena. Leonardo non disse mai che questa figura centrale era Maria  madre di Gesù; si è semplicemente ipotizzato che lo fosse. Egli la chiamo Nostra Signora (Notre-Dame), proprio il nome con cui Maria Maddalena era stata chiamata dai Templari e dai trovatori. Né Leonardo disse mai che i due bambini erano Gesù e Giovanni. Furono altri a presumerlo. Per di più, la figura angelica era stata ritratta come una fanciulla fin dall’inizio e in entrambi i quadri. Pur accettando il fatto che la fanciulla abbia le ali, che nel quadro del Louvre rappresentano semplicemente un modo per accontentare la confraternita che voleva degli “angeli”, ci rimane uno scenario assai interessante, significativamente accentuato nel secondo e nel terzo quadro. Abbiamo una figura materna che somiglia più a Maddalena che alla madre di Gesù. Abbiamo una fanciulla, chiaramente più grande dei due bambini che in entrambe i dipinti richiama la nostra attenzione sul maggiore dei due. Ed abbiamo un paesaggio che, pur ai limiti dell’irreale, sembra appartenere molto più all’Europa che alla Terra Santa o l’Egitto. In considerazione di tutto ciò, emerge una possibilità. Maria Maddalena ebbe tre figli, una femmina e due maschi, a qualche anno di distanza l’uno dall’altro. Dal momento che, come vedremo in seguito, Leonardo da Vinci aveva legami con una confraternita esoterica rosi-cruciana di seguaci della Maddalena, è sicuramente possibile che questo scenario roccioso fosse un ritratto della famiglia di Maria alterato in senso romantico”.

Fonte:“I figli del Graal(pag. 228-230). © 2006 Newton Compton editori s.r.l. Roma. Titolo originale “The Magdalene Legacy” © 2005 Laurence Gardner First published by HarperCollins, London W6 8JB

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