NETTARE E AMBROSIA

IL SESSO E IL NIENTE

<<Le parole sono di per sé grappoli di senso, reti rigonfie di significati che la risacca depone sulla rena della nostra comunicazione. Il sesso è un raccoglitore d’immagini che ostenta la spudoratezza della carne, l’esuberanza dell’Eros o risveglia la grazia di un candido giglio. L’amore fisico è troppo spesso l’innominato, la colpa, l’espiazione di un’etica che separa il male da Dio e che stigmatizza il piacere costringendolo in un cappio manicheo di peccato. Questo pregiudizio è purtroppo ancora assai diffuso tra coloro che sono deputati all’educazione ed alla crescita di un adolescente. Il sesso taciuto, la confidenza omessa tra un genitore ed un figlio rendono quest’ultimo inadeguato a gestire il proprio libero arbitrio con conseguenze spesso drammatiche. Eros non è un dio tollerante, non dispensa appelli o indulgenze e non concede replica alle disattenzioni dell’intimità. Il piacere è la forza che induce ogni essere vivente ad unirsi ad un compagno/a, è la libido che favorisce la riproduzione della vita. Per una cellula, per un animale non possiamo certo parlare di una consapevolezza psicologica dell’appagamento fisico, che invece nell’uomo si arricchisce di una nuova valenza: l’erotismo. Bataille afferma che <<ciò che differenzia la semplice attività sessuale dall’erotismo è una ricerca psicologica indipendente dal fine naturale insito nella riproduzione e nella cura dei figli>>. Ogni religione ha cassato il godimento e il ludus dalle ottave dell’amplesso e ne ha occultato il senso “ricreativo” esasperando quello procreativo. Per (un’errata n.d.r.) cultura all’atto sessuale viene attribuita un’accezione d’illecito misfatto, che ritrova la sua legalità solo nell’alveo di un’unione coniugale, sancita da un “sacramento”. Mi capita tutt’oggi d’ascoltare giovani i cui genitori contrastano o vietano l’esperienza del convivere, impedendo ad una coppia acerba di verificare nella quotidianità la propria affinità intima e sentimentale… Considero invece essenziale questo tempo di accordo e di sintonia che permette ad una coppia di calarsi nel quotidiano e di solfeggiare insieme la vita. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha favorevolmente riconosciuto il diritto di tutela della cosiddetta “famiglia di fatto” derivante dalla convivenza modellata sul matrimonio, senza essere fondata su di esso (more uxorio). La legge salvaguarda le persone, sempre più numerose, che costituiscono un rapporto affettivo e di reciproca solidarietà pur non fruendo o non potendo avvalersi dell’istituto matrimoniale. Non vorrei che questa mia posizione fosse peraltro fraintesa: credo profondamente nell’unione matrimoniale “consapevole”, raggiunta attraverso una crescita psicologica e spirituale, consolidata dalla prassi e dalle responsabilità del quotidiano. Il desiderio erotico e un’affinità spirituale profonda sono a mio avviso nettare e ambrosia, cibo degli dèi che eccezionalmente anche agli uomini è consentito gustare. Questi ingredienti della felicità permettono alla coppia di rinnovare lo scambio e gli stimoli di un rapporto a lunga percorrenza>>…

Fonte: “L’Amore oltre la Vita” di Angelo Bona (pag. 61-63). © 2004 A. Mondadori Editore S.p.A., ristampa 2009.

Informazioni su L'amico Mauro

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7 risposte a NETTARE E AMBROSIA

  1. L'amico Mauro ha detto:

    Una mia riflessione sul tema:
    IL SESSO, COS’È?
    Il sesso è una grande forza che si manifesta, essenzialmente, in due modi: al maschile, attraverso la dimostrazione della potenza virile; al femminile, tramite la seduzione. Ma cos’è il sesso se privato del sentimentalismo emotivo? Una semplice valvola di sfogo per coloro i quali cercano di affermare le loro personalità egoiche sul prossimo. Quindi basterebbe astenersi per trascendere tale egoismo? Assolutamente no! Chi si astiene, solitamente per motivi morali, si trova a dover vivere -perlopiù nei sogni- un sesso sfrenato che sfocia quasi sempre in depravazione. Perché? Forse perché il sesso ha un compito ben più importante della semplice soddisfazione fisica mirata alla riproduzione. In esso vi è la necessità, da parte degli individui, di andare oltre le loro sicurezze, le loro certezze, la loro volontà. Perché è solo abbandonandosi al fiume dell’esistenza che si sfocia nell’oceano della consapevolezza. Questa nuova coscienza, quando raggiunta dalla coppia, porterà a costruire un rapporto stabile e duraturo adatto alla procreazione. Si potrà così gestire al meglio lo sviluppo di un’umanità più consapevole che finalmente inizierà a prendersi cura della “casa” che la ospita … Quale casa? Quella che in un passato ormai remoto è anche stata definita “Arca” …

  2. andreeazota ha detto:

    io sono d’accordo con te … e felice per questa nuova legge .

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