LA GELOSIA

È UNA MALATTIA?

<<Come le imperiture teste dell’Idra, come la fenice che risorge dalla calce delle proprie ceneri, la gelosia rigenera le sue spire costrittive, soffocando nella propria oscurità l’oggetto del desiderio. Naturalmente non mi sto riferendo a quel sentimento fisiologicamente competitivo che ogni adepto di Eros prova nella preoccupazione della perdita dell’amato. L’occhiata furtiva, la sospensione del discorso, l’impercettibile stupore che mutano i tratti di chi è distolto dal dedicarsi a noi, infiammano inevitabilmente la nostra ferita narcisistica. Freniamo la stizza, deglutiamo a stento l’orgoglio ferito ed il più delle volte la temperatura di quel pomeriggio estivo si riduce per incanto di alcuni gradi.

Piove dentro di noi,

ma è sufficiente un sorriso

per respirare l’arcobaleno.

C’è chi non trattiene le briglie dell’impeto e si umilia esplicitando una gelosia che eleva i pigmenti biliari: gesticola, sbotta, inquisisce mentre il partner dissente allibito e sfibrato. Altri, sospettosi, pur macerandosi dentro, riescono a mal celare l’indignazione sublimando la collera con signorile diplomazia. I vizi capitali e le miserie dei comuni mortali salgono fino al paradiso degli dèi, e tanti mitologici ossessi camminano inquieti nelle celesti dimore, come Francisco Galvàn de Montemayor nel film “Èl di Bunuel”… Dall’alto dell’Olimpo Giunone osserva risentita nel vedere dipinta, nel film di Bunuel la frustrante ossessione che la obbliga ad investigare sulle trame libertine di Giove. La gelosia della dèa è proverbiale, la si ritrova anche in molti passi delle Metamorfosi di Ovidio: <<E si guardò intorno per vedere dove fosse suo marito, ben conoscendone le scappate e avendolo colto in flagrante tante volte; e poiché non lo trovò in cielo “O mi sbaglio o siamo tradite” disse, e calata giù dall’alto si posò sulla terra e ordinò alle nebbie di dileguarsi…>>. Il licenzioso ardore del padre degli dèi non risparmiò divinità fascinose mortali, ma sempre l’ira funesta della moglie atterrì le rivali, talvolta fino alla morte. Questa drammatica fine toccò a Semele, che Giacque con Giove e senza appello venne incenerita per vendetta. Il delirio di gelosia è un grave disturbo psicopatologico privo di un riscontro reale nel quale la ricerca di indizi, le assillanti domande ed i “falsi” ricordi perseguitano l’ossesso. Il soggetto vive con convinzione estrema le sue allucinazioni fino a presumere di possedere doti precognitive e facoltà paranormali. Si sente altamente perspicace e chiaroveggente, indaga nel cuore, analizza i toni di voce, svela le menzogne… Una variante della patologia che riscontro frequentemente durante le psicoterapie è quella che prospetta istanze proiettive, seppur minori di quelle del delirio  franco, che alienano comunque i rapporti di coppia. In termini più comprensibili è il geloso ad albergare in sé desideri d’infedeltà rimossi, che vengono attribuiti al partner per alleviare i propri sensi di colpa>>…

Fonte: “L’Amore oltre la Vita” di Angelo Bona (pag. 70-72). © 2004 A. Mondadori Editore S.p.A., ristampa 2009.

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3 risposte a LA GELOSIA

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