DESIDERIO E FUTURO

… “L’uomo non è che desiderio; come desidera, così egli diventa. Questo è quanto affermano le Upanishad, quanto sostiene la Saggezza antica ed anche nuovi orientamenti della psicologia. L’uomo che vive nell’ombra della materia non vede al di là del suo sé separato. Sul Sentiero comprendiamo lentamente che noi siamo la causa, remota o recente, del tenore generale delle nostre vite, della nostra appartenenza sociale, della nostra parentela, delle nostre relazioni. Noi siamo lì dove ci siamo collocati; non siamo in un certo modo e in un certo luogo casualmente bensì causalmente. Il nostro futuro si sta strutturando su di un piano sottile. Non si è ancora cristallizzato, manifestato sul nostro piano di esistenza fisico, ed è per questo che qui, nel nostro attuale presente, siamo in grado di modificare le dinamiche che lo stanno forgiando, attraverso l’orientamento dell’energia del pensiero. Le trasformazioni sempre più accelerate, e a tutti i livelli, che vive il nostro Pianeta, le riscoperte consapevolezze sulla natura dell’uomo e sulla sua unità con l’Universo e la ricerca di senso, sempre più dolorosa e struggente, perseguita soprattutto dalle nuove generazioni, indicano chiaramente ad ogni Pensatore che l’Uomo è a una svolta.

In questi tempi, l’individuo sulla Via del risveglio può scegliere di:

● rinnegare il proprio compito di mediatore tra il regno animale istintivo e quello spirituale; di agente di trasformazione di se stesso e della realtà; di essere di transizione tra il mondo materiale e quello superiore.

Si dissolverebbe così la preziosa eredità di millenni di ricerca e l’umanità si appiattirebbe in una assuefazione al consumismo, alla delega, alla passività acritica;

● aderire alla Nuova Visione del mondo, avvertita da un numero sempre crescente di individui e di gruppi umani, basata sulla presa di coscienza dell’Unità della Vita; della necessità di cooperare e condividere; della Fratellanza universale.

Spesso è il dolore a “fare da levatrice” all’anima nascente. La disperazione è spesso il primo passo sul sentiero della vita spirituale e molte persone non si risvegliano alla realtà divina e all’esperienza della trasformazione delle loro vite fino a che non passano attraverso l’esperienza della disillusione e della disperazione (B. Griffiths, “Il fiume della pietà”).

Tale dolore, “maieutico” di nuove opportunità, va accettato e compreso nella sua più profonda funzione di mediatore di più ampie consapevolezze. Si potrà così osservare con occhi nuovi e con cuore nuovo il mondo e i fratelli, non più con l’intento di prendere ma di dare al massimo grado consentito dal nostro livello evolutivo. La nostra mente si apre alla visione del Pianeta come Essere evolvente, di cui siamo cellule co-creatrici, e al nostro Compito, fondato sulla più alta e veritiera Speranza

Le anime coscienti si rivolgono a coloro che non avvertono ancora con chiarezza la necessità del mutamento, nel tentativo di condividere la Visione dei nuovi tempi. Sanno che la nuova realtà sarà l’effetto dell’opera concreta e pratica dei saggi e dei giusti”…

Fonte: Chiara Marelli, “Sul Sentiero” (pag. 66-67), gratuito su www.edicolaweb.net

Informazioni su L'amico Mauro

https://astronascenteblog.wordpress.com/chi-sono/ ?
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3 risposte a DESIDERIO E FUTURO

  1. lucetta ha detto:

    La disperazione è spesso il primo passo sul sentiero della vita spirituale e molte persone non si risvegliano alla realtà divina e all’esperienza della trasformazione delle loro vite fino a che non passano attraverso l’esperienza della disillusione e della disperazione (B. Griffiths, “Il fiume della pietà”).

    Più che la disperazione, la disillusione di questo mondo così com’è può portare a cambiare vita ….mentre la disperazione (essere senza speranza) porta al suicidio, secondo me. Ciao Mauro

    • L'Amico Mauro ha detto:

      Pensare al suicidio significa aver toccato il fondo … ed è solo in quel momento che si può iniziare la risalita, lo cantava Domenico Modugno nella sua bellissima canzone “Meraviglioso”.

  2. L'amico Mauro ha detto:

    … “Dentro l’universo, ci sono innumerevoli livelli di realtà da esplorare. La Terra è semplicemente uno di essi, peraltro nato abbastanza tardi, cosmicamente parlando. I livelli di realtà o dimensioni hanno sempre origine dalle necessità o dai desideri interiori. Come tutte le creazioni, essi sono manifestazioni di visioni o considerazioni interiori. La Terra è stata creata da un desiderio interiore di unire elementi di realtà diverse, che erano in conflitto tra di loro. La Terra doveva essere un crogiolo per un vasto assortimento di influenze. Spiegheremo questo ulteriormente in seguito. Per ora basti dire che la Terra era un relativo ritardatario sulla scena cosmica e che molte anime vissero varie vite di esplorazione e sviluppo su altri livelli di realtà (pianeti, dimensioni, sistemi stellari, ecc.), già molto tempo prima della nascita della Terra” …

    Estratto da: http://hearthaware.wordpress.com/2014/07/07/gli-operatori-di-luce/

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