I VANGELI DIMENTICATI

“Alla luce delle recenti scoperte delle raccolte del Mar Morto e di Nag Hammadi, oltre che del rinvenimento di decine di migliaia di altri documenti di epoca veterotestamentaria, è impossibile per i dogmi dell’istituzione ecclesiastica sopportare il peso ormai intollerabile della sua plurisecolare tradizione. Naturalmente, ciascuno ha il diritto di credere a ciò che vuole, ma gli ultimi documenti scoperti gettano una luce del tutto nuova su molti aspetti della storia religiosa e, anche se in alcuni casi servono a rafforzare convinzioni di lunga data, in altri presenta scenari totalmente diversi. La fede cieca non rappresenta più un’opzione proponibile, perché ora vi sono nuovi equilibri, sia che si tenga pienamente conto delle prove disponibili, sia che si scelga d’ignorare tutto ciò per seguire la vecchia via. Ciò che abbiamo ora in mano sono storie inedite, opzioni sulle quali fondare un giudizio ponderato. Non si può sfidare da una parte i dogmi, e poi dall’altra introdurne di nuovi che prendano il posto dei vecchi. Il dogma rappresenta qualcosa che deve essere accettato senza discutere, ma non può operare in un ambiente in cui vigano libero arbitrio e libera scelta. Il termine <<eresia>> deriva dal greco hairesis, che significa <<scelta>>. Quindi, un’accusa di eresia si traduce in una condanna della scelta. Al tempo dell’Inquisizione, disobbedire alle norme di Roma ed alle opinioni dogmatiche dei vescovi era un grave peccato. Oggi è diverso: la scelta deve prevalere, ma deve trattarsi di una scelta informata. Per facilitare questo processo è necessario studiare materie non canoniche, oltre a quei documenti che furono prescelti (a nostro beneficio, ma senza il nostro consenso) molti secoli fa, da quanti avevano particolari interessi in gioco. Esamineremo brevemente il criterio adottato nella scelta dei Vangeli da comprendere nel Nuovo testamento, ma dobbiamo in primo luogo prendere in considerazione alcuni dei libri che non verranno inseriti, opere che furono scartate per varie ragioni. Uno dei testi che, insieme alla Pistis Sophia (un dialogo tra Gesù ed i suoi apostoli), dovrebbe essere stato familiare a Giovanni Cassiano è quello noto con il nome di Dialogo del Redentore. Basato anch’esso su domande e risposte, si limita però a concentrarsi sulle figure di Gesù, Matteo, Taddeo e Maria Maddalena. La trattazione è sotto alcuni aspetti moderatamente cabalistica ed assai simile alla tradizione culturale graalica, in quanto il suo messaggio verte sulla salvezza e sul personale conseguimento della Luce. Essa poggia su un’ampia raccolta degli aforismi di Gesù noti come fonti “Q” (da Quelle, che significa “fonte”), molti dei quali compaiono in Giovanni e nei Vangeli sinottici, al contrario di altri, che sono comunque riportati altrove nel contesto delle fonti “Q”. per ciò che ci riguarda più da vicino, l’aspetto importante del Dialogo del Redentore è che il testo mostra la Maddalena come una visionaria mistica dotata di grande discernimento, l’apostolo che eccelle sugli altri, <<la donna che conosceva ogni cosa>>. Se prescindiamo dalla frase in cui viene detto che Gesù amava Maria Maddalena, nel Nuovo Testamento vi è un’evidente dissimulazione del loro reale rapporto. Non accade così, però, nel Vangelo di Filippo, nel quale il legame tra Gesù e Maria viene trattato apertamente”… La traduzione di alcuni dei Vangeli Apocrifi citati è disponibile al seguente indirizzo: http://www.vangeliapocrifi.it/vangeli-apocrifi.php .

Fonte:“I figli del Graal(pag. 108-109). © 2006 Newton Compton editori s.r.l. Roma. Titolo originale “The Magdalene Legacy” © 2005 Laurence Gardner First published by HarperCollins, London W6 8JB

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