Il narcisismo

IL NARCISISMO

… “Alexander Lowen afferma che << ogni forma di narcisismo venga determinata da difficoltà nel rapporto genitore-figlio… Capita molto spesso, troppo spesso, che il padre o la madre s’identifichino con i propri figli e proiettino su di loro le proprie aspirazioni ed i propri desideri insoddisfatti; avere un figlio <<perfetto>>, eccezionale o fuori dal comune, può compensare un bisogno d’amore e di attenzione del genitore. E qui nasce il problema narcisismo; scrive ancora Lowen: <<Il patto è che il bambino verrà considerato speciale e trattato come tale se si sottometterà al genitore. Tutti i narcisisti si sentono speciali. Il sentirsi speciali non è una sensazione corporea, ma una costruzione mentale. Si tratta di una convinzione, di un pensiero, piuttosto che di un sentimento. Tuttavia una persona che si sente superiore deve tradurre questa sua convinzione a livello corporeo, attraverso una dissociazione dell’Io dal corpo ed un sentirsi al di sopra del corpo. L’immagine si colora di eccezionalità, diventa fuori dal comune. Ma i valori associati all’immagine sono illusori; la sua superiorità e la sua forza non sono reali. I valori veri si trovano nell’interiorità dell’essere, nell’umanità della persona e non nella sua immagine. Non c’è niente di speciale nell’essere umani; è la condizione comune, media, della gente. E se paragoniamo le qualità associate con l’essere speciali e l’essere comuni ci accorgeremo che i vantaggi sono dalla parte della seconda condizione>>.

         Cosa significa essere speciale per il narcisista? Innanzitutto essere convinto di poter <<fare tutto>>, ovvero essere onnipotente; di <<essere visibile in ogni luogo>>, cioè onnipresente; di <<sapere tutto>>, ovvero onnisciente; e di dover <<essere adorato da tutti>>. Ma cosa sono questi se non gli attributi di Dio? I narcisisti si considerano, nella profondità del loro inconscio, piccoli dei. Come nasce una tale, perversa, convinzione? Secondo Lowen, la questione trae spunto da un rapporto speciale, di grande intimità, con il genitore del sesso opposto. Intollerabile per il bambino è il rifiuto: se per essere adorato, se per godere di un rapporto di unicità con il genitore, occorre rinunciare alla propria libertà, il bambino è costretto a farlo. Questi, messo di fronte alla scelta se essere rifiutato o accettare un rapporto speciale e intimo a scapito della propria indipendenza, per essere accettato e amato, sceglierà quest’ultima via. Il bambino non potrà fare altro che identificarsi con il genitore, creando ed alimentando un rapporto fusionale dell’immagine di sé con quella del padre o della madre. L’Io della piccola vittima diventerà l’Io di un superuomo e il bambino si sentirà straordinario perché gode dell’amore e dell’accettazione incondizionata del genitore, che tuttavia lo sta seducendo. Il piccolo è come il grande, lo vuole: questo è il patto che stringono per amarsi l’un l’altro. Se il genitore per il bambino è un Dio, e se il bambino s’identifica con il genitore, allora, idealmente, il figlio è egli stesso un Dio. Questa identificazione devasta l’identità del bimbo, che deve rifiutare la propria libertà, cioè il proprio corpo e tutte le sue richieste, per sentirsi amato…

         Scrive Lowen: <<Il narcisista ha paura di diventare pazzo perché nella sua personalità è presente un potenziale di follia. Questa paura rinforza la negazione dei sentimenti, creando un circolo vizioso>>. Il narcisista, in genere, avverte la propria collera e la propria potenziale pazzia, e la teme; per questo motivo si tratta di persone che, potremmo dire, <<hanno la testa ben salda>> poiché sanno che, se non riescono a tenere tutto sotto controllo, potrebbero decisamente esplodere… Il narcisista, quando esplode, quando viene sopraffatto dai sentimenti, quando perde le staffe, assomiglia molto ad un corso d’acqua in piena che rompe gli argini e travolge tutto ciò che lo circonda; ci vorrà un po’ di tempo perché il fiume assuma nuovamente le sue dimensioni normali e rientri negli argini… Per un po’ si sentirà confuso, estraniato, come intontito, ma poi riuscirà, nella maggior parte dei casi, a riprendere piena coscienza di sé e del proprio Io.

Riepilogando: “l’adulto narciso è stato un bambino manipolato e sedotto da un genitore che cercava a tutti i costi di farlo corrispondere all’immagine che si era costruito del figlio e non a ciò che era realmente; a questo primo trauma se ne aggiunge un secondo, ovvero una mancanza di cure e di rispetto del genitore nei confronti del figlio, fatto che peggiora tutto”…

Fonte: “Il narcisismo” di Elisa Balconi e Marco Erba (pag.
7-22). © 2006 Xenia Edizioni e Servizi srl.

 

Informazioni su L'amico Mauro

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5 risposte a Il narcisismo

  1. Rebecca ha detto:

    Ciao cara Mauro, noi non abbiamo figli, ma posso dire alcune cose dalla mia infanzia, io e i miei fratelli siamo stati cresciuti in serenità, nessuno ci ha mai costretto di essere qualcosa che non eravamo già di natura.. Io penso ogni singolo bambino e un individuo in sé, e questo e giusto cosi.. io come genitore non posso realizzare i miei sogni nei miei figli.. scrivo quello che penso Pif ☀RebeccaChi ama i suoi figli la lascia crescere in amore..

  2. L'amico ha detto:

    … "Chi Ama i suoi figli li lascia crescere in Amore" …Grazie

  3. L'amico Mauro ha detto:

    Entrando in contatto con le nostre emozioni
    possiamo liberare soddisfacenti sensazioni …

  4. Daniele ha detto:

    Afferma chi ha studiato, approfondita-mente,
    che il narcisista patologico, è un impenitente,
    uno che del prossimo
    non gl’importa assolutamente niente!
    http://www.albedoimagination.com/2016/12/narciso-famiglia-indicazioni-e-avvertenze/

    Sarà vero?
    Sì, probabilmente …
    🙂
    https://amicidimauro.wordpress.com/?s=narcisista

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