Come hai potuto?

COME HAI POTUTO?

 
Spiritualità significa risveglio. La maggior parte delle persone, pur
non sapendolo, sono addormentate. Non arrivano mai a comprendere la bellezza e
lo splendore di quella cosa che chiamiamo esistenza umana…

Spero
di essere saggio, in quest’occasione, e di non fare alcun tentativo per
svegliarvi, se state dormendo. In effetti non sono affari miei, anche se di
tanto in tanto vi dico: <<Svegliatevi!>>. Io non devo far altro che
andare avanti per la mia strada, ballare la mia danza. Se ne saprete
approfittare, bene; altrimenti, pazienza! Come dicono gli arabi, <<La
natura della pioggia è sempre la stessa, ma fa crescere le spine nelle paludi e
i fiori nei giardini>>…

Pensate
forse di aiutare le persone perché ne siete innamorate? Ebbene, devo darvi una
notizia. Non si è mai innamorati di qualcuno. Si è soltanto innamorati
dell’idea che ci si è fatti di una data persona, un’idea preconcetta e dettata
dalla speranza. Fermatevi a pensarci un minuto: non siete mai innamorate di
qualcuno, siete innamorate della vostra idea preconcetta riguardo a quella
persona. Non è così che ci si disamora? È la vostra idea che è cambiata,
giusto? <<Come hai potuto deludermi, dopo che io avevo riposto tanta
fiducia in te
?>> dite a qualcuno. Davvero avevate riposto tanta
fiducia in quella persona? No, non l’avete mai fatto. Piantatela! Questa
convinzione deriva semplicemente dal lavaggio del cervello che la società
esercita su di voi. Non si ripone mai fiducia nella gente. L’unica cosa di cui
ci si fida è il proprio giudizio riguardo a quella data persona. E dunque, di
cosa vi lamentate? Il fatto è che a nessuno piace ammettere che il proprio
giudizio era sbagliato. L’ammetterlo non è certo particolarmente lusinghiero, e
allora si preferisce dire: <<Come hai potuto deludermi?>>. E dunque
rieccoci al punto: le persone non vogliono svegliarsi, non vogliono
crescere davvero, non vogliono cambiare, non vogliono essere felici

Una
donna mi disse una volta che, quando lei era una bambina, un suo cugino gesuita
aveva organizzato un ritiro nella chiesa locale. Egli apriva ogni incontro con
le parole: <<La prova dell’amore è il sacrificio; la misura dell’amore è
l’altruismo>>. Splendido! Le chiesi: <<Vorresti che io ti amassi a
costo della mia felicità?>> <<Sì>> rispose lei. Non è una
situazione deliziosa? Non sarebbe meraviglioso? Lei amerebbe me a costo della
sua felicità, e io amerei lei a costo della mia felicità. E così avremmo due
persone infelici che credono di amarsi … e questo sarebbe amore?

Stavo
dicendo che noi non desideriamo essere felici. Vogliamo altre cose. O meglio:
noi non vogliamo essere felici incondizionatamente
.
Sono pronto ad essere felice a condizione che abbia questo e quest’altro. Ma
ciò equivale a dire al nostro amico o al nostro Dio o a chiunque: <<Tu
sei la mia felicità. Se non ho te, rifiuto di essere felice>>. È davvero
importante capire questo meccanismo. Non riusciamo ad immaginare di essere
felici a prescindere da tali condizioni. È esattamente così. Non riusciamo a
concepire di poter essere felici senza di esse. Ci è stato insegnato a situare
in esse la nostra felicità.
Dunque questa è la  prima cosa da fare se vogliamo svegliarci, il
che equivale a dire: se vogliamo amare, se vogliamo la libertà, se vogliamo
la gioia, la pace e la spiritualità dobbiamo abbandonare definitivamente queste
assurde convinzioni
. In questo senso, la spiritualità è la cosa più pratica
di questo mondo. Sfido chiunque a pensare a qualcosa di più pratico della
spiritualità per come l’ho definita – né pietà, né devozione, né religione, né
adorazione, ma spiritualità – il risveglio, il risveglio…

Immaginate
che qualcuno ci mostri la strada attraverso cui potremmo giungere ad amarci
davvero gli uni con gli altri, essere in pace, essere immersi nell’amore.
Riuscite a pensare a qualcosa di più pratico di tutto ciò? E invece c’è gente
che ritiene che i grandi affari siano più pratici, che la politica sia più
pratica, che la scienza sia più pratica. Quale sarà mai il vantaggio
materiale di mandare un uomo su marte, quando noi non riusciamo a vivere sulla
terra
?”…

Titolo
dell’opera: “Messaggio per un’aquila che si crede u pollo”, di Antony De Mello.
© 1995 Edizioni Piemme Bestseller (pag. 1/16 – stralcio).
© 1990 by the Center for Spiritual Exchange

Informazioni su L'amico Mauro

https://astronascenteblog.wordpress.com/chi-sono/ ?
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3 risposte a Come hai potuto?

  1. rosy ha detto:

    L\’uomo è un maestro nel complicarsi l\’esistenza….. basterebbe vivere il proprio essere, invece ci piace dormire sommersi da tante cose inutile. Ti auguro un buon risveglio.Un abbraccioRosy

  2. py ha detto:

    non aggiungo nulla….forse un ciao…

  3. L'amico ha detto:

    Due Amiche sincere e … coraggiose. Non è facile dover ammettere tale "incredibile" Verità.Buona giornata e … buon risveglio!Vi Amo

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